Le avventure di Peter Spam : “La lucciola”

Solo soletto sedeva sotto un olmo solitario ormai logorato dalle intemperie, rifletteva così sul ciclo della vita che incessante riproduceva sempre gli stessi eventi ovvero: nascita, crescita e morte.

Lui si riteneva fortunato dato che non sarebbe mai invecchiato né morto e questa condizione anche se singolare e solitaria lo rendeva speciale.La maggior parte delle persone che aveva conosciuto erano costrette ad invecchiare per poi morire e, nel bel mezzo della loro esistenza, si affaccendavano nei lavori più disparati senza godersi la bellezza di ogni singolo attimo tanto prezioso quanto fugace.

Avendo molto tempo libero aveva deciso, in una notte di luna piena, di trasferirsi in città per aiutare le persone a cogliere il vero significato della vita e godersi così ciò che poteva renderli felici. Ormai erano anni che portava avanti la sua missione e, per fare questo, aveva creato una folta schiera di aiutanti che vivevano con lui in una vecchia fabbrica abbandonata circondata da olmi possenti, i quali gli ricordavano la sua vita passata nei boschi in compagnia di elfi, folletti e fatine. Solo una di loro l’aveva accompagnato :Trilli una fatina dispettosa audace e impettita.

I suoi aiutanti erano tutti ragazzini che, non avendo una famiglia alle spalle, si erano arrangiati come potevano approdando così al quartier generale di Peter Spam. Si faceva chiamare così perché era divenuto un maghetto del computer e come uno spam si diffondeva a macchia d’olio sulla rete. Non era mai stato un gran sostenitore delle nuove tecnologie che riteneva un po’ disumanizzanti ma, allo stesso tempo, i social network erano diventati un mezzo per raggiungere più persone possibili.

Le sue meditazioni furono interrotte da una donna che piangeva a dirotto oltre il ciglio della strada e, dato che detestava veder soffrire qualcuno, prontamente volò oltre la staccionata porgendo un fiore alla sventurata che, ovviamente non avendo mai visto volare nessuno, si spaventò e scappò.

“Accidenti faccio sempre questo effetto alle persone” pensò  ad alta voce Peter “cosa pretendi” rispose Trilli dall’alto di un olmo “per gli umani non è normale volare, guarda che dalla fretta ha perso il portafoglio, forse possiamo aiutarla”.

Allora Peter la inseguì in volo, la vide fermarsi al ciglio della strada pochi isolati più in là e, non appena si fermò una macchina, lei contrattando il prezzo salì sul veicolo. Peter rimase a bocca aperta con ancora il suo portafoglio in mano ora aveva capito il motivo del suo disperarsi, dispiaciuto tornò al quartier generale deciso come non mai ad aiutare quella donna.

Aprì il portafoglio, all’interno c’era parecchio denaro e dei documenti dai quali scoprì il suo nome Josie, ne parlò con Trilli e il giorno seguente, sempre verso sera, si recarono nel luogo ove Josie era solita lavorare.

La trovarono alle prese con un brutto ceffo che pretendeva il denaro e prepotentemente stava quasi per percuoterla quando intervenne Peter “ecco i tuoi soldi marrano, ora lasciala stare” “e questo dove l’hai trovato al giardino d’infanzia? Ricordati che tu sei mia e devi pagarmi il debito, non provarci mai più, ora vai a lavorare!”ribatté il brutto ceffo e se ne andò. Josie guardò Peter e Trilli ancora sbalordita “ecco il tuo portafoglio”disse Peter “voi due siete proprio strani, non so come ringraziarvi” rispose lei.

“Noi possiamo aiutarti”aggiunse la piccola Trilli sbattendo le ali piccine piccine “vieni con noi””ma io devo lavorare altrimenti Albert mi ucciderà” rispose Josie , nel mentre si fermò un cliente e Trilli indispettita gli sferrò un piccolo pugno sul naso, il malcapitato scappò in men che non si dica. Allora Peter aggiunse “vieni con noi, abbiamo un posto sicuro dove potrai nasconderti”.

Arrivarono al quartier generale mentre i ragazzi allegramente preparavano la cena. Josie rimase piacevolmente colpita dal clima allegro e frizzante che aleggiava nell’aria e subito si sentì a suo agio. Aiutò i ragazzi nella preparazione della cena e una volta conosciuti tutti si rilassò sul divano, non le sembrava vero era come aver trovato una famiglia allargata.

D’improvviso suonò l’allarme che avvertiva la presenza di estranei, era Albert con i suoi sgherri che avendoli seguiti cercava Josie. Prima che riuscisse a entrare Peter e Trilli la portarono via in volo e ,al suo arrivo, Albert trovò solo un esercito di ragazzini che giocavano festosamente.

Nel mentre gli altri tre erano volati via ed erano approdati nel bosco ove Peter e Trilli avevano vissuto per tanto tempo, tutte le creature del bosco li accolsero festosamente. Josie aveva finalmente trovato un luogo sicuro ove rifugiarsi e da allora si sente parlare della fatina Josie che aiuta le piccole lucciole della città.

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